Alpitour: “Io in un villaggio? Mai!”. Parte una campagna da 4 mln di euro

Una campagna promozionale da 4 milioni di euro complessivi. E questo solo per la parte iniziale di una più ampia strategia di comunicazione, che prevede iniziative ad hoc per ciascuno dei tre pillar della compagnia, prolungate e ripetute negli anni. Alpitour torna in comunicazione e lo fa con una creatività dedicata al prodotto villaggio, che mira a ribaltare alcuni pregiudizi diffusi, persino quelli creati dalla stessa fortunatissima pubblicità degli anni 1980. Ecco quindi il claim del nuovo spot “Io in un villaggio? Mai”, che si trasforma in un atteggiamento progressivamente più possibilista man mano che il protagonista dello spot tocca con mano le esperienze disponibili in una vacanza Alpitour. “Volevamo comunicare il turismo organizzato in maniera ironica ma moderna: spiegare che il soggiorno in un villaggio non è solo una cosa vintage, ma un’esperienza contemporanea, piacevole e con tanti servizi in più”, racconta il general manager tour operating, Pier Ezhaya.

L’idea, sostanzialmente, è quella di raggiungere quella parte di pubblico, spesso i più giovani, che non sono consapevoli di come i villaggi siano stati in grado di  evolvere il proprio prodotto negli anni. “La nostra proposta è cambiata per rimanere al passo coi tempi, ma a volte non è mutata la percezione delle persone nei confronti dei villaggi – aggiunge l’head of corporate & tour operating marketing, Tommaso Bertini -. Ecco allora la necessità di comunicare i vantaggi di una vacanza con noi. Tanto più in un momento nel quale la sbornia dell’online si sta progressivamente ridimensionando, mentre sicurezza e tranquillità stanno diventano fattori di scelta sempre più rilevanti tra i consumatori“. Lo spot mira perciò a veicolare un messaggio di apertura: “L’invito è a mandare in vacanza i luoghi comuni“, sottolinea Mirco Pagano, chief creative officer di Tbwa Italia, l’agenzia incaricata della creatività.

Ma come si diceva, questa è solo la prima parte di una  strategia di promozione molto più vasta, che coinvolgerà presto tutti e tre i pillar della Trevolution con modalità e strategie dedicate. La stessa Trevolution, anzi, è stata propedeutica al ritorno in comunicazione della compagnia. Oggi, osserva infatti Ezhaya, nel turismo è necessario presentarsi al pubblico con pochi marchi ma chiaramente identificabili. “In tutti i casi parliamo di pianificazioni omnicanale: dalla tv, tradizionale e digital, fino ai  social e in generale a tutto il mondo del web – rivela Bertini -. La campagna Alpitour sarà in particolare on air e online a maggio e giugno, per poi essere ripetuta a settembre e ottobre. Per quanto riguarda Eden Viaggi, invece, già dalla prossima settimana partiremo con una serie di iniziative volte a rendere il marchio un punto di riferimento per chi è alla ricerca di una vacanza al contempo no-frills e capace di garantire tutta la sicurezza e l’assistenza di un viaggio organizzato. Parleremo a un pubblico naturalmente diverso da quello del pillar mainstream, la campagna avrà quindi un bilanciamento media differente e più spostato verso i canali digital. Per quanto riguarda Turisanda e il cluster Specialties & goal oriented, infine, l’obiettivo sarà quello di avvicinare chi è alla ricerca di un’offerta tailor made non necessariamente dedicata esclusivamente a portafogli importanti. E ciò anche grazie alla presenza delle line Presstour e Made”.

Ora non resta che capire l’efficacia di un investimento tanto importante. Ed ecco allora che Alpitour ha già avviato, in collaborazione con Wavemaker, una rilevazione ad hoc per misurare il grado di notorietà e consideration dei marchi del gruppo. L’analisi verrà poi ripetuta al termine del primo bimestre di campagna Alpitour e alla fine del secondo, proprio per capire come e quanto muterà il percepito dei brand tra i consumatori.

 

 

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Alpitour: “Io in un villaggio? Mai!”. Parte una campagna da 4 mln di euro

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