To e tecnologia: un rapporto delicato ma importante. Le adv ancora al centro

Che il turismo sia un settore fragile, fragilissimo, gli operatori lo sanno bene. L’industria dei viaggi è forse quella in assoluto più esposta ai fattori esogeni, sensibile a qualsiasi perturbazione geopolitica o naturale, come purtroppo ben hanno dimostrato questi due anni di pandemia seguiti dalla guerra in Ucraina. Ecco allora che il fattore tecnologia può aiutare a guardare avanti, a “elaborare piani B e persino C – ha dichiarato il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, in occasione di una tavola rotonda Bit dedicata proprio al rapporto tra tour operator e strumenti It -. Questi due anni ci hanno dato la possibilità di mettere in pratica una serie di concept che avevamo in mente e che difficilmente avremmo potuto approcciare in tempi normali”.

La fase di adoption è il vero momento critico

E’ però una relazione delicata quella tra tecnologia e aziende. Ne è ben consapevole il presidente di Nicolaus Tour, Roberto Pagliara: “Il 65% dei processi di digitalizzazione in azienda fallisce nei primi due anni. Il momento critico è la fase di adoption, perché non è affatto infrequente trovare resistenze interne. Bisogna allora saper coinvolgere l’intera struttura societaria, facendo percepire a tutti benefici e vantaggi. Per quanto ci riguarda abbiamo avuto la fortuna di iniziare un processo di digitalizzazione insieme a Salesforce già nel 2017. Un percorso che ci ha tra l’altro condotto alla realizzazione di una piattaforma proprietaria di booking dinamico per le adv, nonché al lancio dei nostri cataloghi interattivi personalizzabili sulle esigenze dei clienti dei partner del trade”.

Il futuro sta nel far interagire tra loro funzioni che parlano lingue digitali differenti

Se la tecnologia, secondo Luigi Deli, può essere senz’altro considerata lo strumento perfetto per competere con il web, è altrettanto vero che oggi è diventata una commodity – ha detto il ceo e fondatore di Volonline fresco dell’annuncio dell’acquisizione del brand Teorema – . Il futuro sta perciò nel far interagire tra loro prodotti e funzioni che parlano lingue digitali differenti. Ed è quello che stiamo cercando di fare con il nuovo prodotto firmato Teorema, per il quale nella prossima estate lanceremo senz’altro una piattaforma ad hoc”.

Il segreto è dare continuità a impegni e investimenti

Qualsiasi sia il progetto It di una compagnia, l’importante per Franco Gattinoni, titolare dell’omonimo network e presidente di Fto, è dare continuità a impegni e investimenti: “La tecnologia costa ed è una questione piuttosto complicata. Durante la pandemia l’unico comparto su cui non abbiamo mai smesso di  investire è stato proprio quello It. Come molti altri operatori del settore ci serviamo di Travel Compositor, ma l’abbiamo integrato con una nuova piattaforma ad hoc. E siamo riusciti recentemente a lanciare il nostro portale b2b2c dedicato a tutte le nostre agenzie partner”.

La relazione con le adv è destinata a rimanere solida

Ma qual è la strada che ci riserva il domani? “Difficile dirlo – ha ammesso il presidente e a.d. dei Viaggi del Mappamondo, nonché vicepresidente vicario di Astoi, Andrea Mele -. Di sicuro c’è che il sentiero è tracciato: la tecnologia è ormai un elemento fondamentale. Alcuni to stanno anche andando direttamente verso il cliente finale. E’ probabilmente inevitabile, come sta dimostrando persino un colosso come Tui. Sono però altrettanto sicuro che la collaborazione con le agenzie sia destinata a rimanere stretta e solida“.

Il b2c? Un modo per raggiungere chi comunque non entrerebbe mai in agenzia

D’altronde, ha concluso il socio unico di Opentur, Enzo Ghirardi, “l’obiettivo di chi si cimenta nel b2c diretto sta spesso nel raggiungere quel gruppo di persone con una propensione It più elevata della media che comunque difficilmente entrerebbe in agenzia. E il biennio di pandemia ha permesso a molti di affrontare progetti più ambiziosi, che durante la normale operatività quotidiana sarebbe stato impossibile approcciare”.

 

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