Blanco live a milano… come scop*re con la musica

Dopo Padova Blanco ha portato il suo live 2022, il Blu Celeste tour, a Milano con un doppio appuntamento sold out (come qualsiasi data del tour) al Fabrique. Il cantautore ha ripetuto più volte questa frase, sul palco e nelle interviste: “Fare un concerto è meglio di una scop*ta”. A noi nello scriverlo ci tocca bipparlo perché dovete sapere che Google ha regole molto severe e monastiche. Detto ciò rimane che assistere al suo live è davvero come scop*re con la musica.

In quell’ora e venti di concerto non pensi ad altro, persino i video che riguarderai nel cellulare ti accorgerai che sono tutte inquadrature di una parte del palco in cui il giovane cantautore nemmeno appare… perché eri così circondato dalla musica, parte dello spettacolo, che sticaxxi il cellulare.

Foto di Fabio Izzo

BLANCO LIVE 2022 A MILANO

La scenografia dello show, ideata da Fabio Novembre, è curata ma essenziale perché, ce ne accorgeremo durante il concerto, non serve molto su quel palco… un grande schermo a sinistra con a lato una poltrona formato gigante, uno schermo più piccolo a destra davanti a cui prende spazio un letto. Di fianco un enorme peluche che rappresenta un orso. Sopra le teste, oltre alle luci, diverse sfere stroboscopiche… il tutto per ricreare due ambientazioni: la cameretta da cui Riccardo ha iniziato a fare musica, e l’acqua che contraddistingue il suo primo album, Blu celeste.

Blanco

Foto di Roberto Graziano

Nient’altro e niente di più serve perché in questo live il palco lo riempie Blanco, con le sue canzoni, e con la sua presenza scenica, con il suo entusiasmo.

Quello tipico dei vent’anni con l’aggiunta dell’euforia di un pubblico di migliaia di persone di tutti i generi e di tutte le età (di cui una bella fetta di giovanissimi e di ragazze, ci sta) che davanti a te canta, urla, partecipa, si commuove.

Era da tanto tempo che in Italia non si vedeva un calore e una sana esaltazione di questo tipo per un giovane artista fin dal debutto, con un solo disco pubblicato. Se dovessi tornare indietro nel tempo e cercare un paragone nel mondo della musica italiana arriverei probabilmente al 1995 quando un giovane talentuoso, ribelle e armato di belle canzoni, pubblicava il suo primo album, Destinazione paradiso.

Di quel giovane, Gianluca Grignani, Blanco ha l’energia, la sana strafottenza, la capacità di stare sul palco e calamitare l’attenzione incantando il pubblico come un’ammalia api. La differenza sta nel fatto che a differenza di quel giovane Grignani, Blanchito è più preparato e per nulla spaventato dalla fama, dal successo e dal pubblico. Anzi, ci fa l’amore. Un atteggiamento dovuto sicuramente in parte all’epoca in cui è esploso, quella del web, dei social e delle condivisione h24.

Anche ciò che precede e quello che viene dopo il concerto è geniale. Il pubblico viene “scaldato” a ritmo del Can can e lascia la sala sulle note nostalgiche de La tua mano di Gino Paoli, uno dei grandi miti di Blanco.

E nel mezzo? Un saliscendi emozionale in cui Blanco è sempre supportato dal suo fratello di palco, colui che è stato fondamentale nella sua crescita artistica, Michelangelo anzi, Michelangeloooooo visto che ormai il suo nome è diventato un coro unanime anche da parte del pubblico. Con loro sul palco Jacopo Volpe alla batteria ed Emanuele Nazzaro al basso.

Michelangelo

Foto di Roberto Graziano

Venti pezzi in scaletta e nessuna cover. Blanco sceglie di riempire l’aria solo con la sua musica e fa bene. E lo fa senza rinnegare nulla del suo passato, dal primo singolo, quello dove tutto è iniziato ma che non raccolse i frutti sperati (Belladonna – Adieu) ad alcune canzoni cantate nei primi live ma mai pubblicate ne commercializzate (Amatoriale, Follia e Ruggine) che solo “i veri bro” conoscono e cantano con lui.

Una scaletta che, con un solo disco all’attivo è già colma di hit che tutti cantano. Il pubblico si muove come un unico grande cuore a cui aumentano le pulsazioni su pezzi come Notti in bianco, Finché non mi seppelliscono, La canzone nostra, Paraocchi e Mi fai impazzire. Più lentamente, come un cuore che ha bisogno di riposo, che medita, ricorda, sogna, su pezzi come Blu celeste, David o la versione acustica di Notti in bianco.

A volte è il pubblico ad andare a tempo con Blanco, a volte il contrario. Riccardo stabilisce un’empatia e parla come se parlasse con amici e sente il bisogno di un contatto fisico che lo porta a buttarsi più volte sul pubblico come una vera rockstar.

Blanco live 2022

C’è poco altro da dire su questo concerto, poco da aggiungere di fronte ad un artista che in poco tempo ha già buttato dei semi così profondi che riescono ad andare al di à dell’età e dei generi musicali, e che ha ancora davanti a sé una storia tutta da scrivere.

La mia riflessione alla fine del concerto? Per fortuna mi sono comprato una birra cinque minuti prima dell’inizio, avrei rubato una bottiglia d’acqua alla ragazzina dietro di me piuttosto che perdermi anche solo una canzone.

Insomma quel che voglio dirvi in parole povere è che, so che con oltre 300.000 biglietti venduti il Blu Celeste tour organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti è sold out ovunque, ma se ci riuscite (in modo legale!!!) non fatevi scappare questo tour. State certi che potrete dire tra qualche anno, “io a quel concerto c’ero”.

Blanco live 2022

Foto di copertina: fotomontaggio da due scatti di Fabio Izzo
Foto articolo a colori: Fabio Izzo
Foto articolo in bianco e nero: Roberto Graziano

 

 

We wish to thank the author of this post for this awesome web content

Blanco live a milano… come scop*re con la musica

Fuzzy Skunk