Intervista a DANU: “Scrivere canzoni per me è stato terapeutico, mi ha permesso di esorcizzare un sentimento che non riuscivo a controllare”

Il giovane cantautore toscano DANU ha lanciato il nuovo singolo Kenshiro, disponibile in digitale e sulle piattaforme di streaming.

Il brano indie pop è stato scritto da DANU (Daniele Nunziata) e composto da Pietro Celona, produttore del brano.

Mixato e masterizzato da Jesse Germanò (Jedi Sound Studio) e distribuito da ADA Music.

DANU presenta così Kenshiro:

“Quando finisce una relazione importante, anche a distanza di mesi, continui a chiederti, cosa ho sbagliato? Avrei potuto fare di più? Siamo tutti combattenti, un po’ come Kenshiro.

Ognuno deve combattere con i suoi demoni, per cercare di trovare l’equilibrio. Ci si assumono le responsabilità dei propri sbagli e si prova ad andare avanti, a guardare altrove e a stare “a galla in mare”.

Le storie finiscono, l’amore finisce, ma non deve mai sparire la speranza e l’amore in se stessi”

Abbiamo raggiunto DANU per un’interessante intervista

DANU – Intervista

Ciao DANU, bentornato ad All Music Italia.
Hai lanciato il tuo nuovo singolo Kenshiro, ce lo vuoi presentare?

Ciao e grazie! “Kenshiro” è uno dei brani più personali che ho scritto, è un po’ il continuo di “è stato bello”, parla della stessa storia, ma con l’aggiunta di due tematiche diverse oltre al ricordo.
La prima, è l’ammissione di colpa, cosa che per orgoglio tante persone non riescono a fare; la seconda è la presa di coscienza che è giunto il momento di “guardare altrove”.
Mi sono messo a nudo sul mio stato d’animo, da qui la scelta della copertina a petto nudo che vuole riprendere anche il guerriero manga Kenshiro. Come lui ognuno di noi ha dei mostri da combattere.

Kenshiro affronta un tema che tutti, o quasi, abbiamo vissuto: i momenti post fine di una storia, le domande, i dubbi e quello che sarà. Nei tuoi testi hai dimostrato di essere molto vicino all’ascoltatore, vuoi approfondire questo importante aspetto?

Scrivere canzoni per me è stato terapeutico, mi ha permesso di esorcizzare un sentimento che non riuscivo a controllare. Spero che questo a sua volta aiuti le persone che mi ascoltano, se riesco con una canzone a migliorare la giornata a qualcuno sono la persona più felice del mondo.

Il brano si apre con un’analisi della fine di una storia e si risolve con un viaggio ed un “tuffo nel deserto” a “trovare un fiore che nessuno ha mai scoperto”, un messaggio di speranza e ripartenza?

Esattamente. Con la figura del deserto ho voluto rappresentare il duro viaggio che ci aspetta dopo la fine di una relazione, mentre il fiore è la speranza trovare qualcosa di bello alla fine del percorso. Credo sia giusto guardare indietro, ma non bisogna mai perdere la fiducia nel futuro.

Kenshiro segue a Occhi rossi, brano che ha segnato la collaborazione con Still Charles, continuerà questo connubio?

Lavorare ad “occhi rossi” con Still Charles è stato gratificante e molto stimolante, c’è molta affinità, sarebbe un peccato non scrivere altre canzoni insieme no?

DANU, sulle tue pagine social ti presenti così: “Trascrivo su un foglio le mie emozioni. Da quel foglio nascono canzoni. Chissà magari le mie emozioni, diventeranno anche le vostre”, un rituale autentico che si apre al pubblico?

Come ho accennato anche prima, uno dei motivi per cui scrivo canzoni è pensare che le mie emozioni e le mie parole possano aiutare qualcuno a sentirsi compreso. Sarebbe bello in futuro organizzare un processo inverso, fare in modo che le emozioni delle persone diventino mie canzoni raccontando proprio le loro storie!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nell’ultimo anno ho lavorato molto con il mio produttore Pietro Celona, ho tanti brani pronti e stiamo studiando i tempi giusti per far uscire un album. Nel frattempo farò uscire altri singoli e spero di iniziare ad esibirmi live in contesti stimolanti!

C’è qualcosa che vuoi raccontare ai lettori di All Music Italia che non ti abbiamo chiesto? Ecco ora è il momento…

Una cosa un po’ curiosa. Io e il mio attuale produttore abbiamo studiato insieme al Sae Institute di Milano e non ci siamo mai rivolti mezza parola. Quasi un anno dopo abbiamo iniziato a collaborare in maniera abbastanza casuale e siamo diventati buoni amici. Strana la vita.

Immagini di copertina e articolo di Marco Mannini

 

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Intervista a DANU: “Scrivere canzoni per me è stato terapeutico, mi ha permesso di esorcizzare un sentimento che non riuscivo a controllare”

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