Grammy Awards 2022, con Silk Sonic il soul si riprende il centro del mainstream




Una convergenza stellare per far rinascere il soul e restituirgli il ruolo centrale che gli spetta nella scena mainstream. Il rendez-vous tra Bruno Mars e Anderson .Paak sotto le insegne dei Silk Sonics sbaraglia la concorrenza e sbanca ai Grammy 2022. Il duo ha vinto per il “Record of the Year”, per la “Canzone dell’anno” e per la “Migliore canzone R&B” con “Leave The Door Open”, mentre il riconoscimento per il “Migliore album” del 2021 è andato a “We Are” del jazzman Jon Batiste, che era arrivato alla vigilia dei premi con ben undici candidature e alla fine ne ha conquistate cinque. Particolarmente prestigioso il successo nella categoria “Record of the Year”, la più prestigiosa della competizione, in cui i Silk Sonic hanno battuto una pattuglia agguerritissima formata da Olivia Rodrigo, Jon Batiste, Billie Eilish e il duo Tony Bennett e Lady Gaga.

Quello di Bruno Mars e Anderson .Paak è l’incontro tra due due visioni artistiche speculari che si uniscono per completarsi. Il primo è da anni tra le star del funk/r’n’b maschile in ambito mainstream, mentre Paak è tra i principali rappresentanti di quel sottobosco alternativo di marca black che spazia dal jazz all’hip-hop, passando per il neo-soul. Ne è nato un instant classic (“An Evening With Silk Sonic”), un album spettacolare, praticamente perfetto, in cui il duo recupera il vecchio soul plasmandolo e rimodellandolo in accattivanti forme contemporanee. Non un mero revival, insomma, ma una vera e propria riformulazione di un genere nato per catturare il grande pubblico e che grazie a loro può tornare a respirare l’aria rarefatta delle zone alte delle classifiche. A partire proprio dallo splendido singolo “Leave The Door Open”, una ballata soul soffice e avvolgente che sposa i suoni Motown alle atmosfere del Philly Sound, con armonie vocali scintillanti.

Per il resto, pochi sussulti ed emozioni. Spicca soprattutto il successo della diciannovenne Olivia Rodrigo, nuova rampolla di casa Disney che si è aggiudicata i riconoscimenti per il miglior album pop (“Sour”), la migliore performance individuale pop (“Drivers Licence”) e per la migliore artista emergente. Un premio – miglior album vocale pop tradizionale – è andato alla rinnovata coppia Lady Gaga-Tony Bennett per l’album di canzoni di Cole Porter “Love for Sale”, mentre quella della rapper Doja Cat e di SZA in “Kiss Me More” è stata giudicata la migliore performance pop non individuale.
Per il rock sono rimasti soprattutto i momenti dei ricordi e delle commemorazioni, come quella per Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters morto in tournée il 25 marzo scorso: alla band statunitense sono andati tre premi e le parole del presentatore Jimmy Jam che ha accettato i premi in assenza dei membri del gruppo, «con preghiere per i loro cari».

Un’altra commemorazione è stata riservata al compositore Stephen Sondheim, all’interno di una serata in tono minore, piuttosto sobria e sommessa, che ha avuto il suo momento più intenso nel video-appello del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Zelensky che ha esortato i musicisti a «riempire il silenzio» lasciato dalle bombe russe «con la vostra musica». Ma certe volte anche la musica fa fatica a competere col fragore assordante e disumano delle bombe.




Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Aprile 2022, 16:50



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Grammy Awards 2022, con Silk Sonic il soul si riprende il centro del mainstream

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